SMAU Milano 2017

Il 24, 25 e 26 ottobre torna a Milano l’evento italiano dedicato all’innovazione per le imprese e i professionisti dell’Information & Communications Technology, la cui prima edizione risale al 1964. SMAU si è posto come obiettivo anche quello di formare e rendere competitive le aziende italiane. Per questo motivo un elemento centrale dell’evento sono i workshop tenuti da professionisti, docenti, analisi e associazioni di categoria su varie tematiche, in cui il digitale rappresenta il filo conduttore. Per prepararci all’evento abbiamo preparato per voi una rubrica con i relatori di SMAU Milano 2017. Abbiamo posto loro quattro domande.

Silvia Ceriegi

SMAU Milano 2017: Conversare con i clienti: newsletter, autoresponder e email marketing efficace
silvia ceriegiDal 2011 cura il blog Trippando e la comunicazione e promozione di territori e aziende turistiche. Organizza corsi per blogger ed aziende su blog e Social Media.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Amo il fatto che me lo sono costruito da solo, su misura per ciò che mi piace fare: viaggiare, in primis, e poi scrivere (inizialmente di viaggi, adesso anche di lifestle e blogging) e insegnare il mestiere del blogger a chi vuole approcciarsi a questo strano mondo ma non vuole commettere errori.

Quali sono i tool a cui non puoi rinunciare?

Lavoro sul web ma sono molto tradizionale: agenda e quaderno dove appuntare le idee sono i miei irrinunciabili. Strano per una che vive online, vero? Quali sono i trend o le tecnologie che stanno cambiando maggiormente il tuo settore? Quello del blogging non è un settore dei più tecnologici, però, lavorando in rete occorre sempre essere aggiornati. Poi ci sono le idee. Ecco, quelle sono le vere innovazioni di questo mondo.

Quali sono i trend o le tecnologie che stanno cambiando maggiormente il tuo settore?

Quello del blogging non è un settore dei più tecnologici, però, lavorando in rete occorre sempre essere aggiornati. Poi ci sono le idee. Ecco, quelle sono le vere innovazioni di questo mondo.

Quali sono i punti di forza e quali i punti deboli per quanto riguarda il digitale nel tuo settore?

Il problema del blogging è che, sempre più, vi si approcciano persone in cerca di denaro facile; in realtà, è la passione che muove i blog di qualità; poi viene il business, ma prima occorre compiere investimenti importanti, in termini di studio, di tempo e di denaro, quando vi è la necessità di ricorrere a professionisti. Impossibile gestire un sito professionale da soli!

Alessandro Mazzù

SMAU Milano 2017: Digital Strategy: come ottenere il massimo dagli investimenti sul web
alessandro mazzùConsulente di web marketing, formatore presso scuole e aziende e autore di libri.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Che l’ho scelto io e l’ho modellato su misura per me. Faccio quello che mi piace fare: è un lavoro ma prima una passione. Il mio lavoro di consulente di web marketing consiste nel conoscere a fondo le aziende fin nei minimi dettagli per elaborare strategie digitali personalizzate.

Quali sono i tool a cui non puoi rinunciare?

Non amo vincolarmi agli strumenti poiché credo che questi siano solo l’ultimo anello della catena. Ovviamente, soprattutto nel mio lavoro, non si può prescindere da tool come Asana, Skype, Google Drive, Slack, Gmail, etc.

Quali sono i trend o le tecnologie che stanno cambiando maggiormente il tuo settore?

Il digital vive di mode e di tendenze, come un pò tutti i settori. Per gli strumenti invece ne spuntano ogni anno di nuovi e sempre più performanti. Certamente ciò che sta influenzando maggiormente il settore digital in generale è rappresentato dal filone della customer intelligence. Questo è il presente e sarà sempre di più il futuro.

Quali sono i punti di forza e quali i punti deboli per quanto riguarda il digitale nel tuo settore?

Non ho un settore specifico, lavoro sia con aziende di prodotti che di servizi e i punti di debolezza sono sempre gli stessi: scarsa conoscenza, ancora oggi, delle potenzialità del digitale. I punti di forza sono strettamente connessi con le debolezze: proprio dalla scarsa consapevolezza delle opportunità offerte dal digital, nascono le più gradi opportunità per le aziende in grado di saperle cogliere al volo.

 

Michela Mazzotti

SMAU Milano 2017: Ma come ti racconti? I luoghi comuni dell’hospitality e non solo
Dal 2012 consulente, project manager, formatrice e copy writer nel campo del web marketing turistico.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?Michela Mazzotti

Le persone e i viaggi. Adoro il confronto con le persone per migliorarsi nell’antico mestiere dell’ospitalità, sia online che offline. I loro sorrisi e successi sono la cosa più bella. Poi è bello avere clienti in tutta Italia, mi permette di crescere sempre di più valutando realtà diverse tra loro e di viaggiare, cosa che amo tantissimo.

Quali sono i tool a cui non puoi rinunciare?

Google Drive è in assoluto la cosa più utile che utilizzo. Poi ce ne sono tanti… Non saprei neanche da che parte cominciare. Dipende da quale lavoro devo fare.

Quali sono i trend o le tecnologie che stanno cambiando maggiormente il tuo settore?

Il settore dell’ospitalità è molto particolare: la tecnologia fa parte della vita quotidiana del mondo dell’Hotellerie e la rende efficiente ogni giorno di più. Allo stesso tempo è sempre più forte la necessità di un ritorno alla vera ospitalità, a quella che ti fa stare bene, che fa sorridere, quella trasmette calore, che genera esperienza umana.

Quali sono i punti di forza e quali i punti deboli per quanto riguarda il digitale nel tuo settore?

I punti di forza sono senza dubbio la grande disponibilità di programmi di hospitality technology tutti i tipi. I punti deboli sono la scarsa propensione o possibilità ad investire, la difficoltà nel superare la vecchia idea del “abbiamo sempre fatto così” e la difficoltà di unirsi per fare rete, perché gli operatori temono molto la competizione.

 

Leggi gli articoli della rubrica dedicata ai relatori SMAU Milano 2017: puntata 2, puntata 3, puntata 4, puntata 5, puntata 6.

Simone Catania

Classe 88, nato e cresciuto ai piedi dell’Etna, il cognome non mente. Non scrivo l’apostrofo invece dell’accento. Addomestico la punteggiatura per professione.

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