Cresce costantemente il numero di utenti che si rivolge al commercio online a scapito dei negozi fisici. Lo shopping online è già oggi una solida realtà e in Italia nel 2019 ha generato 48,5 miliardi di euro con una crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Un italiano nel 2019 ha speso in media 668 euro in acquisti online. Ma soprattutto è importante sottolineare che il 98% degli italiani ha effettuato acquisti su un marketplace. I marketplace dominano il mondo dell’e-commerce. Le loro entrate dovrebbero raddoppiare entro il 2022. Si tratta dunque di opzioni interessanti per chi desidera fare i primi passi nel mondo del commercio online o far conoscere il proprio brand o prodotto. Ti presentiamo qui 10 dei migliori marketplace per vendere online nel 2020.

Cos’è un marketplace?

Un marketplace è una piattaforma online in cui domanda e offerta si incontrano, ovvero gli acquirenti e i venditori di prodotti, proprio come succede in un classico mercato. Un marketplace è un agglomerato di diversi negozi online, che riunisce i giusti clienti ai giusti fornitori attraverso una piattaforma multi-vendor. Si parla infatti spesso di Multi Vendor Marketplace o di Peer-to-peer Marketplace.  Il marketplace riceve dal venditore una tariffa per il servizio, ovvero fornire il “mercato”, o una commissione sulle vendite. Gli acquirenti si rivolgono ai queste grosse piattaforme e-commerce per navigare, confrontare prezzi e acquistare. Proprio come successe con i grandi magazzini e i centri commerciali, nei marketplace gli acquirenti usufruiscono dell’ampia comodità di far ciò in un unico luogo.

Qual è la differenza tra un marketplace e un e-commerce?

Quando parliamo di e-commerce facciamo riferimento ai negozi online, un fornitore che vende online i suoi prodotti agli acquirenti. Nei marketplace invece ci sono diversi rivenditori o fornitori, proprio come in un vero e proprio mercato. Qui gli acquirenti possono girare tra le “bancarelle” confrontare qualità e offerta e acquistare dove meglio credono. Questa naturalmente è la variante B2C. Un marketplace B2B sarebbe paragonabile a una fiera di settore, ma sono presenti anche marketplace C2C, piattaforme simili a un mercatino delle pulci o dedicato allo scambio. Un esempio di negozio online è dunque lo shop online di Apple, Nike o Gucci che vende i propri prodotti tramite il proprio e-commerce. eBay o Amazon sono esempi ben noti di marketplace.

Tutte le strategie di marketing e di promozione del marchio sono gestite dall’azienda proprietaria del marketplace che si occupa di indirizzare il traffico verso la piattaforma e convertire le visualizzazioni del sito in vendite. I proprietari del marketplace non possiedono l’inventario presente sulla piattaforma, a differenza dei negozi online. Il lato strettamente operativo dell’attività è gestito dai singoli fornitori.

Come funziona un marketplace?

Di solito i fornitori si registrano sulla piattaforma e caricano o creano il catalogo con i loro prodotti. Procedura di checkout, carrello ed elaborazione delle fatture sono di solito funzioni già incluse. Poiché il pagamento viene elaborato tramite la piattaforma, spesso c’è una piccola commissione sul prezzo d’acquisto. Esistono comunque altri modelli di monetizzazione. Per gli acquirenti la registrazione e l’acquisto è gratuito. Il processo di acquisto non è diverso da un qualunque altro negozio online.

3 caratteristiche chiave di un marketplace

Per scegliere quale modello si adatta meglio a te, approfondiamo 3 caratteristiche dei marketplace che li rendono diversi dai negozi online e maggiormente attraenti per un progetto di business online.

Un modello di business scalabile e flessibile

Pensa al marketplace numero uno al mondo: Amazon non possiede la maggior parte dei beni che vende. Ciò lo rende un modello di business più flessibile, potenzialmente in grado di raggiungere numeri sorprendenti con un team e uno sforzo relativamente minimo. Quello che fa è mettere a disposizione una piattaforma di vendita che può potenzialmente funzionare in modo efficace anche con un team relativamente ristretto. Ciò consente ai marketplace di avere modelli di business flessibili e pronti ad adattarsi ai cambiamenti.

Non è presente un inventario

I marketplace sono perlopiù grandi aziende che gestiscono un elevato numero di fornitori. Sono loro a mettere a disposizione il proprio catalogo, spesso ampio e variegato. I prodotti offerti nei marketplace sono curati dai fornitori e non vi è dunque un investimento nella gestione delle scorte, a eccezione di qualche modello ibrido. I fornitori devono aderire al regolamento e alle linee guida sulla qualità del servizio.

Visitatori qualificati

La creazione di un marketplace richiede molto lavoro nella ricerca dei giusti venditori e l’inclusione di prodotto giusti per la propria nicchia. Con un numero molto alto di venditori sotto lo stesso tetto, i marketplace sono un luogo molto interessante per i visitatori, i quali vanno alla ricerca di alternative più economiche o novità e hanno a disposizione un’ampia scelta.

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I 10 principali marketplace per vendere online nel 2020

Ora che abbiamo inquadrato come funziona un marketplace e quali sono le principali caratteristiche, presentiamo qui 10 dei migliori marketplace per vendere online nel 2020.

Amazon

Amazon è diventato di certo il principale e più noto esempio di marketplace a livello mondiale. Fondato a Seattle nel 1994 inizialmente come libreria online, Amazon è stata una delle prime aziende a livello mondiale a investire nel commercio online diventando oggi un vero e proprio colosso digitale. Probabilmente si adatta maggiormente ai venditori medio-grandi che cercano di raggiungere l’ampio numero di utenti presenti sulla piattaforma. Amazon ha delle rigide linee guida per la presentazione dei prodotti. Le schede prodotto sono infatti standardizzate. Il vantaggio è che i tuoi prodotti possono così guadagnare automaticamente lo stesso livello di prestigio di qualunque altro prodotto simile. Qui entra in gioco il fattore prezzo di Amazon. Gli acquirenti guardano più a cosa conviene alle proprie tasche e non al nome del venditore sulla piattaforma.

Amazon offre molteplici funzionalità per ottenere al massimo dalla piattaforma. Offre il proprio servizio di logistica ai rivenditori occupandosi dello stoccaggio, della consegna ai clienti, dell’assistenza clienti e della gestione dei resi. Sono a disposizioni anche soluzioni pubblicitarie per massimizzare le performance all’interno della piattaforma.

Costi: Amazon offre due piani di vendita: un piano professionale a 39€ al mese per vendere un numero illimitato di prodotti o un piano “privato” a 0,99€ per articolo venduto. In aggiunta, ci sono ulteriori commissioni per ogni articolo venduto.

eBay

Da piattaforma C2C dedicata alle aste lanciata nel 1995, eBay si è evoluta in una delle piattaforme e-commerce più grandi al mondo con oltre 5 milioni di acquirenti registrati in Italia. È il marketplace giusto per chi vuole vendere prodotti nuovi o usati. Entrare a far parte del marketplace è molto semplice. Basta una semplice registrazione e specificare e descrivere l’oggetto in vendita. eBay mette a disposizioni degli strumenti di vendita che facilitano il tuo lavoro: la console venditori ti aiuta a gestire la tua attività di vendita in modo efficiente e le sponsorizzazioni aumentano la visibilità dei tuoi prodotti. L’andamento delle vendite e delle inserzioni può essere analizzato accedendo alle statistiche sulle performance.

Costi: per i venditori non professionisti eBay addebita il 10% del valore finale della transazione fino a un massimo di 200€. L’inserzione è gratuita nella sua forma basic, posso essere aggiunte opzioni come sottotitolo a pochi centesimi. Per la categoria auto, moto e altri veicoli le tariffe sono diverse. Un negozio base ha un costo mensile di 19,95€.

Etsy

Etsy è un marketplace dedicato all’artigianato e al vintage con 33 milioni di utenti in tutto il mondo. Un vero e proprio pop-up market in versione digitale. Per vendere su Etsy bisogna avere prodotti non trovabili altrove, dunque unici e originali. A differenza di altri marketplace, gli acquirenti sanno che stanno acquistando prodotti da un produttore. Sotto ogni prodotto appare il nome del tuo brand. Gli acquirenti possono cliccare sul tuo nome venendo indirizzati alla tua pagina su Etsy con i tuoi prodotti. Un’ottima soluzione se non disponi di un tuo negozio online, poiché puoi muovere i primi passi, creare awareness sui tuoi prodotti e sul tuo brand e creare una rete di fedeli clienti. L’app Etsy ti permette di gestire il tuo spazio online in modo rapido anche mentre ti sposti nei vari mercatini. La piattaforma permette anche di creare inserzioni, offerte speciali o inviare e-mail ai tuoi iscritti.

Costi: per ogni articolo messo in vendita ti verranno addebitati 0,20 USD con rinnovo dopo 4 mesi. Per ogni transazione verrà addebitata una commissione del 5% dell’importo finale.

vendere su Etsy
Pagina informatica per venditori Etsy. Fonte: Etsy.

Zalando

Zalando è uno dei principali e-commerce dedicati alla moda. Nato nel 2008 a Berlino è sbarcato nel corso degli anni in vari Paesi, tra cui l’Italia nel 2011 raggiungendo oltre 25 milioni di clienti. Zalando ha dichiarato di voler diventare entro il 2023 a tutti gli effetti una vetrina per i brand e i rivenditori. Al momento però vendere su Zalando può essere un po’ più difficile rispetto ad altri marketplace. Devi infatti entrare a far parte del loro Partner Program scrivendo a partnerprogram@zalando.it. Un processo quasi invisibile agli acquirenti che non vedono chi si nasconda dietro il prodotto. Il concetto è quello classico di un marketplace: l’azienda a mette a disposizione l’infrastruttura tecnologica, mentre il partner di fa carico della gestione degli ordini. I requisiti per vendere abbigliamento, scarpe e accessori su Zalando è rispettare la politica di reso che prevede il reso gratuito.

Costi: sono previde commissioni di vendita.

IBS

IBS sta per Internet Book Shop e può essere considerata un’istituzione nel panorama e-commerce italiano. È considerato infatti il primo negozio online italiano ad aver venduto per la prima volta tramite circuito bancario.

Scopri di più sulla storia dell’e-commerce

IBS conta 5 milioni di utenti al mese e un catalogo con più di 7 milioni di prodotti. Dal 2017 è online IBS marketplace a cui puoi avere accesso a un sistema affidabile con un ampio numero di potenziali clienti. Per diventare seller su IBS marketplace basta registrarsi tramite il sito, firmare il contratto di adesione e inserire i tuoi prodotti tramite l’interfaccia web. La piattaforma offre diverse funzionalità per monitorare l’andamento dell’attività di vendita e la contabilità.

Costi: I primi due mesi gratuiti, successivamente 25€ al mese. Commissioni sulla vendita in base alle categorie del prodotto.

vendere su ibs marketplace
Fonte: IBS Marketplace

ePrice

ePrice è un’azienda italiana del settore e-commerce, tra i primi operatori nazionali del settore, con un catalogo con oltre 5 milioni di prodotti e una piattaforma in forte crescita. Su questa piattaforma potrai vendere prodotti per la casa, arredi, elettrodomestici, telefonia e informatica. Per vendere su ePrice marketplace dovrai registrarti al sito caricando la visura camerale ordinaria, documenti di identità del legale rappresentante e i dati bancari. Una volta caricati i tuoi prodotti potrai gestire prezzi, costi e tempi di consegna. ePrice verserà i tuoi guadagni ogni settimana direttamente sul tuo conto corrente.

Costi: dopo i primi tre mesi gratuiti puoi scegliere due piani: il piano per vendere in Italia a 29€ al mese con commissioni di vendita del 5,5-8% o un piano per l’Europa a 39€ con commissioni variabili.

Asos

Vuoi vendere prodotti di abbigliamento vintage o da boutique? Su Asos potresti trovare la nicchia a cui rivolgere i tuoi sforzi. Fondato a Londra nel 2000, negli ultimi anni sta registrando un interessante tasso di crescita. Nel 2010 con poco più di 20 seller l’azienda ha deciso di aprire il suo marketplace, il quale oggi ospita più di 800 brand da tutto il mondo e oltre 130.000 prodotti. Per aprire una boutique dovrai essere disposto a spedire in tutto il mondo i tuoi prodotti originali o le tue collezioni vintage.

Costi: commissioni di vendita del 20%.

ManoMano

Vuoi vendere prodotti di ferramenta, giardinaggio, fai da te, edilizia e arredo? Esiste un marketplace specifico per la tua nicchia e si chiama ManoMano. Nato nel 2013 in Francia e approdato in Italia nel 2015, sta raggiungendo un discreto successo a livello europeo, con un catalogo con oltre un milione di prodotti. ManoMano offre ai merchant un alto traffico qualificato internazionale. Per vendere su ManoMano invia la richiesta e gestisci il tuo catalogo tramite la piattaforma.

Costi: non indicati sul sito.

Privalia

Marketplace del gruppo francese Veepee interamente dedicato alla moda outlet. Per vendere su Privalia dovrai entrare a far parte del suo network con i suoi 7 milioni di utenti attivi inviando una candidatura. La piattaforma invita in forma privata i propri utenti e soci ad accedere alla vendita con sconti fino al 70%. Privalia si occupa della promozione, vendita e consegna del prodotto.

Costi: non indicati sul sito.

Wish

Wish è un marketplace fondato nel 2010, a cui oggi si rivolgono oltre 1 milione di merchant. Offre una piattaforma di vendita ai venditori e di un’intermediazione per i pagamenti ma non si occupa del magazzino o dei resi. wish marketplaceL’algoritmo di Wish personalizza il feed per ogni utente. La particolarità di Wish è quella di offrire prodotti a bassissimo costo. Spesso però la piattaforma è stata criticata per la bassa qualità e i lunghi tempi di consegna, molti dei quali provenienti dalla Cina. Se hai un prodotto a basso costo, non vuoi affrontare la spesa di un abbonamento e vuoi avere accesso a un pubblico internazionale, Wish potrebbe essere la piattaforma per te.

Costi: è prevista una commissione del 15% sul prezzo di vendita.

Marketplace generici o specializzati?

Amazon e eBay sono ottime piattaforme, ma è proprio la loro notorietà a renderli poco accessibili dato la forte concorrenza. Il panorama e-commerce oggi è molto vario con marketplace specializzati su cui puoi trovare la tua nicchia. Qualunque opzione tu scelga, i marketplace possono posso rivelarsi un ottimo modo per avviare il tuo business senza investire in un e-commerce o per ampliare il tuo raggio d’azione.

Conosci un marketplace non presente nel nostro articolo? Segnalacelo nei commenti, saremo felici di presentarlo al nostro pubblico.

Simone Catania

Mi occupo di comunicazione e marketing digitale per il dominio .SRL dedicato alle Srl italiane e scrivo su news.srl di innovazione e digitalizzazione per le aziende.

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