Il settore e-commerce conosce da diversi anni una crescita costante. I primi mesi del 2020 però hanno visto l’entrata in scena di una crisi sanitaria a livello mondiale innescata da covid-19 che ha cambiato completamente il nostro modo di vivere ma anche l’economia. Nonostante i ritardi nel campo della digitalizzazione delle imprese in confronto a Paesi molto più virtuosi, il comparto e-commerce in Italia è cresciuto di circa 18% di anno in anno. L’impatto del coronavirus in Italia pone l’e-commerce italiano di fronte a importanti sfide da superare in particolari i alcuni settori maggiormente colpiti. Allo stesso tempo presenta anche grandi opportunità da cogliere, sfruttando questo momento in cui gli utenti si trovano “costretti” a rivolgersi al mondo online. Quelle che seguono sono le sfide e le opportunità che emergono dal paper “L’impatto del Covid-19 sull’e-commerce” realizzato da Minsait, società di Indra, in cui vengono evidenziate l’andamento e le prospettive future dell’e-commerce in Italia ai tempi dell’epidemia da coronavirus.

I settori e-commerce più colpiti dall’emergenza coronavirus

In Italia nel 2019 il giro d’affari dell’e-commerce era pari a 31,5 miliardi di euro e contava circa 23,5 miliardi di consumatori. Una crescita pari al 18% stando ai dati del Politecnico di Milano. I settori online a cui si sono rivolti maggiormente gli utenti sono: informatica ed elettronica di consumo (4,6 miliardi di euro), abbigliamento (2,9 miliardi di euro), arredamento e home (1,4 miliardi di euro). Tra i servizi spiccano il turismo e trasporti (9,8 miliardi di euro), probabilmente il più ampio e maturo comparto e-commerce in Italia. Eppure proprio in questi settori oggi gli acquisti online sono in forte contrazione. Il dato che emerge dal paper di Minsait è piuttosto chiaro: i settori che negli ultimi anni hanno visto una maggiore crescita nel comparto e-commerce sono quelli più colpiti dalla crisi Covid-19. Il drastico cambiamento di abitudini di consumo degli italiani colpisce pesantemente:

  • il turismo e il suo indotto che include alberghi, alloggi, ristoranti, agenzie di viaggio e tour operator.
  • Trasporti aerei, ferroviari ma anche su gomma con una forte contrazione spesso pari allo zero.
  • Un calo del -6,1% per ciò che riguarda la vendita delle tecnologie di consumo.

È evidente come il lockdown e il social distancing ha avuto e avrà un forte impatto anche a lungo termine. Quello che viene pronosticato è un dato purtroppo poco rassicurante: nel 2020 in Italia si registrerà un calo dal 30% al 50% delle vendite online. L’emergenza Covid-19 rappresenta una forte battura d’arresto per l’e-commerce con effetti collaterali che si paleseranno di certo nei prossimi mesi.

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Le 5 principali cause di arresto dell’e-commerce

Secondo Minsait, sono 5 le cause principali del calo del drastico calo nelle vendite online, soprattutto nei settori tradizionalmente trainanti come turismo, trasporto ed elettronica. I 5 fattori che hanno generato un calo nell’e-commerce sono:

  • La diminuzione delle capacità di consumo dei gli utenti meno inclini a spendere in situazioni di crisi e incertezza economica
  • Limitazioni degli spostamenti e dei viaggi causate dall’epidemia
  • Mantenimento delle distanze sociali
  • Cancellazione di eventi di intrattenimento e sportivi
  • Maggiori responsabilità e sostenibilità nelle le decisioni quotidiane di consumo che portano il pubblico a rivolgersi ad attività locali

Oggi la sfida per questi settori è quella di creare o migliorare ulteriormente i canali di vendita online e dove possibile sfruttare le nuove tendenze di consumo che si stanno generando. Tenendo in considerazione i fattori di social distancing e un consolidamento di nuove abitudini più responsabili, sostenibili e digitali.

Opportunità dell’e-commerce alla luce di un nuovo scenario

Nonostante un calo nelle vendite causato dal crollo dei settori e-commerce trainanti nel nostro Paese, visti da vicino non tutti i dati sono negativi. Secondo il paper della società di tecnologia e consulenza Minsait, dopo l’emergenza Covid-19 ci saranno nuove opportunità per alcuni settori dell’e-commerce. Oggi viene generata una nuova spinta a usufruire dello strumento digitale anche per settori tradizionalmente più rivolti al mondo offline. Al fine di far fronte alle nuove abitudini nei consumi e nella convivenza con il virus, diversi settori si troveranno avvantaggiati nel rafforzare i loro canali digitali.

Settori in crescita durante la pandemia

Molti più acquirenti si avvicinano al mondo online, costretti ad avvicinarsi all’e-commerce. In questi primi mesi di cambiamento dettato dalla crisi sanitaria, alcuni settori hanno segnato dati in forte crescita tra l’80% e il 200%. I settori con maggiore crescita sono:

  • Prodotti di largo consumo di ipermercati, supermercati (GDO) che solitamente presentavano percentuali molto basse, sono quelli maggiormente in crescita. Registrano fino al 200% in più e hanno superato già nei primi mesi tutte le previsioni del 2020.
  • Il settore Food and Beverage, con l’aumento di prenotazioni online per l’asporto
  • Attrezzature sportive per l’allenamento in casa, dal momento che l’apertura delle strutture sportive sarà sicuramente uno degli ultimi ad aprire
  • Materiale scolastico
  • Articoli per l’igiene essenziali nell’epidemia da coronavirus come mascherine, guanti e gel disinfettanti.

Questo nuovo scenario ha già aperto nuove opportunità a questi settori, i quali dovranno prevedere nuovi piani per restare competitivi nel mondo digitale. Oggi non basta più una pagina web che funga da vetrina con il proprio catalogo o menù in PDF. Le aziende devono costruire la loro presenza web creando delle piattaforme di e-commerce, affiancandole a processi e esperienze di acquisto agili e versatili. Prima dell’emergenza coronavirus questi settori non avevano creato i propri spazi di vendita online, mentre oggi si trovano costretti a rispondere il primo possibile, allineandosi con le nuove tendenze di acquisto dei clienti.

Quali misure devono intraprendere le aziende di retail e consumo?

È necessario fin da subito rafforzare il canale di vendita online diretto con i clienti. Solo in questo modo le aziende attive nel settore retail e consumo potranno cogliere al meglio tutte le opportunità di questo nuovo scenario. Minsait suggerisce alle aziende di attivare fin dai prossimi mesi le seguenti misure:

  • Creare piattaforme e-commerce agili e versatili per gestire promozioni personalizzate
  • Avere canali di distribuzione propri, controllabili e scalabili a seconda della domanda
  • Modelli logistici per la distribuzione locale, il ritiro e la consegna
    “last mile”
  • Rafforzare ed espandere i modelli di servizio e di fornitura
  • Ridefinire la logistica tra negozi e magazzini con modelli di distribuzione mista
  • Consolidare i modelli flagship
  • Utilizzare strumenti di Advanced Analytics anticipare potenziali crisi e nuove opportunità̀ di business

L’emergenza coronavirus porterà a un consolidamento dei canali digitali

L’improvvisto cambio di rotta scaturito dell’emergenza, con la conseguente limitazione degli spostamenti, sta creando nuove abitudini di acquisto. Le aziende devono avvicinarsi a canali di vendita online con vere e proprie piattaforme online. Le aziende che hanno già creato una forte presenza online dimostrano già oggi performance migliori e dati in forte crescita. In futuro, vedremo confermarti anche altri aspetti come una consolidazione dello smart working e della formazione online, nonché una maggiore promozione sul web di retail locali. Il tutto accompagnato da un consumo più responsabile, sostenibile e collaborativo.

Simone Catania

Redattore e traduttore. Mi occupo di comunicazione e marketing digitale per il dominio .SRL dedicato alle Srl italiane e scrivo su news.srl di innovazione e digitalizzazione per le aziende.

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