SEO vs autenticità: qual è il ruolo della SEO per i content writer?

Ormai è noto a tutti: la scrittura per i content writer ha delle caratteristiche proprie non comuni al mezzo cartaceo. Creare testi da fruire online è un compito leggermente diverso che richiede conoscenze anche nel campo della SEO. Quanto è importante l’aspetto SEO per i content writer?

Autenticità vs SEO

I content writer hanno tra i loro obiettivi quello di produrre testi in ottica SEO che ottengano il miglior ranking possibile. Oggigiorno una buona visibilità sui motori di ricerca è il cardine per i contenuti online. Allo stesso tempo per i copywriter si pone il problema dell’autenticità della propria scrittura: devono mantenere il loro stile e rimanere conformi alle linee editoriali e scrivere testi che convincano il pubblico.

SEO o stile: bisogna per forza scegliere?

Non c’è dubbio che un contenuto debba essere di qualità e ben scritto. Tuttavia, per i copywriter spesso si pone la domanda tra la densità di parole chiave e sinonimi, tra frasi brevi e formulazioni vivaci. Chi ha già qualche esperienza avrà notato come il proprio stile a volte è passato in secondo piano a favore degli aspetti SEO del testo. Un possibile miglior tasso di conversione è un giusto motivo per abbassare la testa. Generare clic è infatti importantissimo, soprattutto se si desidera attrarre gli inserzionisti verso la propria pagina editoriale.

La SEO non è tutto

Avere Google come fonte di traffico funziona molto bene. Ciononostante gli autori non devono cadere nel malinteso che la SEO debba avere la massima priorità nei loro testi. Un testo ha bisogno di un aspetto imprescindibile: l’autenticità. Per attrarre i lettori i testi devono essere concepiti tenendo ben a mente il proprio gruppo di destinazione senza farsi veicolare troppo dai dettami della SEO. Il successo è raggiunto non dall’applicazione di strategie SEO, ma quando un contenuto realmente piace. Ciò è particolarmente vero, se si pensa alla condivisione dei contenuti sui social network.

Impara l’arte e mettila da parte: 3 miti SEO per copywriter

Il lavoro dei copywriter è e resta quello di scrivere testi che convincano. A questi poi vanno integrati al meglio gli aspetti SEO. Ci sono tre miti in particolare che bisogna sfatare: il timore delle penalità per contenuti duplicati, l’idea che i testi debbano essere colmi di parole chiave o debbano contenere un determinato numero di parole.

Contenuti duplicati – sì, è possibile

I contenuti duplicati su Internet soprattutto in vista SEO sono considerati un vero e proprio no-go. La paura è che Google possa trarne intenzioni ingannevoli e quindi punire il sito. Tuttavia, un contenuto duplicato di per sé non rappresenta un grosso problema. Secondo Google infatti non si tratta di una pratica all’origine ingannevole. Lo diventa naturalmente nel momento in cui si cerca di ingannare gli utenti o di manipolare i risultati dei motori di ricerca. Ciò significa che i contenuti possono essere distribuiti altrove in rete senza danneggiare la SEO. La pratica per far ciò è chiamata canonizzazione e consiste nell’aggiunta di un tag canonino all’URL del contenuto duplicato. Anche tramite la Search Console è possibile specificare le preferenze per l’indicizzazione del sito. Google consiglia inoltre di assicurarsi che ci sia sempre un backlink al testo originale nella propria pagina.

Parole chiave in ogni frase – no, non è necessario

Un testo che presenta la parola chiave in ogni frase non otterrà un miglior posizionamento sui motori di ricerca. Le parole chiave sono fondamentali per i testi online, ma esse hanno un ruolo nell’algoritmo di Google e aiutano la ricerca e non chi legge il testo. Motivo per cui in primo piano deve sempre esserci un’ottima leggibilità del testo. Se poi si riesce a incorporare le parole chiave in modo ottimale ancora meglio. Per i copywriter è importante considerare quali frasi utilizzano gli utenti per trovare testi come quello da lui scritto. Analizzare quali parole o frasi sono collegare al testo può aiutare il copywriter a rendere il testo più SEO-friendly, oltre a tenere un occhio alla densità delle parole chiave. Non c’è dunque bisogno di sacrificare una bella frase solo per la SEO.

Non importa la quantità ma la qualità

Anche se i blog post più lunghi hanno maggiori possibilità di ottenere un posizionamento migliore, ciò non significa che bisogna sempre e solo scrivere articoli da almeno 500 parole per rimanere SEO compatibili. I testi più lunghi raggiungono un ranking migliore perché spesso contengono informazioni utili e dettagliate. Se il vostro messaggio è stato esauriente, non c’è bisogno di gonfiarlo in alcun modo. A differenza di quanto si possa pensare, i contenuti brevi e informativi vengono apprezzati da Google.

Non bisogna rinnegare la propria scrittura a favore della SEO. Scrivere rivolgendosi al proprio pubblico rimane l’obbiettivo da seguire, tenendo presenti gli aspetti per una valutazione positiva dal punto di vista SEO. È più semplice scrivere un testo di qualità e ottimizzarlo anche dal punto di vista tecnico che il contrario.

 

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Simone Catania

Classe 88, nato e cresciuto ai piedi dell’Etna, il cognome non mente. Non scrivo l’apostrofo invece dell’accento. Addomestico la punteggiatura per professione.

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