In un articolo pubblicato sul suo sito, l’esperto italiano Valerio Vagnoni parla di marketing digitale (termine che comprendono di un po’ di tutto, dalle DEM al social media marketing) e individua i sei errori tipici, chiamiamoli anche falsi miti o errate convinzioni, che le aziende compiono oggi.

Se le aziende di medie e grandi dimensioni devono fare molta attenzione a non commettere errori su Internet, è ancora più vero che le PMI devono necessariamente prestare ancora più attenzione in questo senso, proprio perché gestire al meglio le proprie risorse economiche e ottenere i migliori risultati di business possibili è, se vogliamo, ancor più importante. Ecco i sei errori più diffusi, così come elencati dall’autore, ma con alcune nostre considerazioni:

1 – Il marketing digitale copre tutti i bisogni marketing dell’azienda.

“La convinzione che nell’era di internet il marketing digitale sia la soluzione a tutte le esigenze di business si accompagna a quella che il marketing tradizionale sia ormai obsoleto. Entrambe sbagliate” commenta Valerio Vagnoni. In realtà moltissime aziende, in una strategia di marketing a 360 gradi, destinano solo la metà del budget, o meno, al marketing digitale. La strategia comprende ben altro: per esempio le (costosissime) fiere di settore. I canali tradizionali non sono morti, anzi!

2 – Il marketing digitale è più facile del marketing tradizionale.

“Falso!”. Si tratta del tipico atteggiamento di chi è convinto che basti aprire un blog o una pagina Facebook e il più è fatto. Mai sentito parlare di strategia di contenuti e piano editoriale?

3 – Il marketing digitale non costa niente.

Si tende a pensare che il marketing digitale sia privo di costi. È vero che la spesa è senz’altro inferiore rispetto al marketing tradizionale, ma i costi esistono…”. Questa fa ridere: avete provato ad aprire una pagina Facebook e non usare un euro di budget di advertising? È in sostanza come non averla (meno del 10% dei fan della pagina vedono i contenuti postati). Ciò detto, è vero che spesso i costi sono inferiori rispetto al marketing tradizionale: vogliamo parlare di uno spot TV o di uno stand?

4 – Il marketing digitale serve se il target sono le generazioni più giovani.

“L’importante è conoscere il proprio target e profilarlo per offrirgli contenuti in linea con le aspettative”. In realtà il digitale ormai raggiunge tutte le generazioni, e sempre più anche la terza età.

5 – Il marketing digitale è efficace solo su grandi numeri.

“Non è necessario generare grandi quantità di contenuti o di post oppure ottenere migliaia di clic per essere efficaci”. Un tempo, forse. Ora non più. Google, per esempio, brama sempre più contenuti nuovi e di valore e noi, di conseguenza, non dobbiamo più puntare a grandissimi numeri ma a target profilati, quindi utili davvero.

6 – Il marketing digitale funziona solo per alcuni settori.

“La realtà invece smentisce questa convinzione e valorizza un’altra tesi, quella di conoscere il proprio target e usare il giusto canale digitale per raggiungerlo con contenuti a valore aggiunto”. Anche in questo caso non siamo d’accordo. Tutti, dal gelataio al produttore di bulloni, possono trovare online un nuovo canale per farsi conoscere e trovare nuovi clienti!

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