La distruzione creatrice dell’innovazione digitale

Partiamo da un dato di fatto. La maggior parte delle PMI è ancora distante dalle opportunità del digitale. Esse hanno difficoltà maggiori rispetto alle grandi aziende alle quali risulta più semplice assumersi il rischio di una scelta innovativa. Può questo rappresentare un problema? Sì, soprattutto se si ha in mente di restare sul mercato a lungo termine

La distruzione creatrice dell’innovazione

Uno dei principali problemi delle PMI è naturalmente il non potersi permettere di fallire con progetti di cui non si ha la certezza. Eppure perché le aziende dovrebbero lanciarsi nel mondo dell’innovazione? Evitare questi rischi si traduce in assumersi un rischio maggiore, ovvero essere travolti da un vortice che sta cambiando radicalmente il mercato. È Joseph Schumpeter a parlare della distruzione creatrice dell’innovazione agli inizi del XX secolo. Secondo l’economista austriaco le fasi di trasformazione spinte da innovazioni portano a un processo selettivo nel quale molte aziende spariscono, altre nascono e altre si rafforzano. Oggi nell’era digitale, la distruzione creatrice sembra colpire molto velocemente rendendo superflue perfino intere industrie. Quello che bisogna tenere ben a mente è che questa ondata di cambiamento colpisce a ogni livello. Sono inclusi anche artigiani e le piccole attività commerciali.

Cosa frena la trasformazione digitale delle aziende?

L’innovazione non è solo innovazione di prodotto

Il processo di innovazione digitale non riguarda sempre e solo il prodotto. La digitalizzazione avviene su ogni piano del processo aziendale, spesso sono gli stessi modelli di business a essere completamente digitali e aperti a mercati nuovi. Tra le PMI ci sono molte imprese che non si sono ancora avvicinare all’innovazione o imprenditori che hanno quasi un rifiuto e non considerano neanche l’idea di un cambiamento. Per chi lavora in una determinata nicchia, gli affari potrebbero andare ancora bene così. La domanda però è: per quanto tempo ancora?

Un vortice che sfida il mercato

Cosa c’è di così perfetto da non poter essere ulteriormente migliorato? Ogni azienda può sfruttare l’innovazione digitale e tecnologica per rendere i propri processi più veloci ed efficaci, semplici e spesso anche più intuitivi, economici e a basso impatto ambientale. Chi riuscirà a imboccare questa strada, avrà maggiori possibilità di farcela anche in futuro. Gli altri rischieranno di essere risucchiati nel vortice di cambiamento che sta sfidando il mercato. Sono già molte le aziende travolte in questo vortice che hanno dovuto affrontare il fallimento. Si tratta di un dato allarmante? Sicuramente lo è per la singola azienda e per i dipendenti che ci lavorano. In termini macroeconomici, è la dura leggere del mercato e della concorrenza. Il modo di fare business sta cambiando radicalmente. Chi decide di non adattarsi ai cambiamenti o non lo farà nel modo giusto, dovrà rispondere delle sue scelte in un futuro probabilmente non troppo lontano.

Innovare eppure fallire

È possibile fallire nonostante si siano implementate modalità nuove per digitalizzare i propri processi di business? La risposta è sì è possibile. Innovare non è di certo sinonimo di vittoria piuttosto di “tentativo di sopravvivenza”. Se si è scelta la strada dell’innovazione, bisogna accettare anche il fatto che alcuni progetti potrebbero non funzionare. La certezza sul successo del nuovo progetto intrapreso non si avrà mai con certezza. Analizzare il mercato e i dati a disposizione, può essere d’aiuto per intraprendere scelte ponderate.

Le startup faro dell’innovazione

Le startup in Italia sono le aziende che più di tutte puntano al digitale e hanno una leadership, una strategia e un’organizzazione orientate all’innovazione. Riprendendo il concetto di distruzione creatrice di Schumpeter sono loro oggigiorno le nuove aziende che nascono da questo stravolgimento. Solo negli ultimi anni il clima istituzionale si è mosso per favorire l’innovazione con vari incentivi e facilitazioni. Le startup sono in genere orientate verso trend globali, cercano di coinvolgere maggiormente gli utenti tramite strumenti digitali e non si fermano al mercato locale. Le startup hanno creato una rinascita della classe media in diversi paesi e facendo leva sui potenziali del digitale hanno avuto l’opportunità di emergere sul mercato. Tra i loro punti di forza la velocità e la flessibilità organizzativa.

Flessibilità e agilità: fattori di successo delle aziende digitali

Rendere innovativa la tua PMI

Anche le PMI che operano sul mercato da tempo possono innovare. Non esiste un metodo predefinito: bisognerebbe studiare un’idea molto attentamente e iniziare con un buon inventario di domande da sviluppare. Dalla gestione, ai processi, passando dall’organizzazione: ogni aspetto dovrebbe essere orientato e promuovere l’innovazione. Se sei all’inizio del tuo cambiamento riscontrerai probabilmente carenze in ogni aspetto. Avere pazienza è un ingrediente fondamentale. Non puoi aspettarti di cambiare tutto da un giorno all’altro. Inoltre, dovrai essere disposto a sopportare gli effetti collaterali tipici di un cambiamento. Il piano d’innovazione dovrebbe avere un raggio a lungo termine e una buona preparazione ad affrontare gli inevitabili fallimenti lungo il percorso. Solo in questo modo riuscirai ad affrontare la distruzione creatrice dei nostri giorni.

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Simone Catania

Classe 88, nato e cresciuto ai piedi dell’Etna, il cognome non mente. Non scrivo l’apostrofo invece dell’accento. Addomestico la punteggiatura per professione.

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