Che lo si voglia o no, la digitalizzazione avanza inesorabilmente in ogni settore. Conseguentemente giorno dopo giorno cresce il numero delle aziende italiane che investono nelle nuove possibilità offerte dal digitale. In questo nuovo scenario sono due i termini che emergono e con la quale noi tutti dobbiamo confrontarci: IoT e industria 4.0. Due termini che spesso vengono utilizzati erroneamente come sinonimi. È arrivato il momento di chiarire questi due concetti.

 

Internet delle cose, ovvero?

Il termine IoT, Internet delle cose, è un neologismo introdotto alla fine del secolo. Ashton Kevin, ricercatore britannico e co-inventore del chip RFID presso il rinomato Massachusetts Institute of Technology (MIT), utilizza nel 1999 il termine IoT per definire il collegamento tra oggetti materiali con una struttura composta da rappresentazioni virtuali. Nell’IoT rientrano prodotti e dispositivi digitali collegati a Internet orientati al consumatore. Tra questi ad esempio gli elettrodomestici, i dispositivi elettronici per l’intrattenimento e tutti quelli oggetti della vita quotidiana che raccolgono dati sull’utente, sull’utilizzo e sull’ambiente circostante. I dati vengono solitamente utilizzati per ottimizzare le prestazioni o come base per ulteriori servizi intelligenti. Oggi l’IoT (Internet of Things) guida praticamente ogni settore.

Cos’è l’Industria 4.0?

Il termine Industria 4.0 è stato utilizzato per la prima volta alla Fiera di Hannover nel 2011. Il termine tedesco Industrie 4.0 venne ripreso nell’ottobre 2012 da Siegfried Dais della Robert Bosch GmbH e da Henning Kagermann della Acatech per un gruppo di lavoro che presentò al Governo federale tedesco una serie di consigli per l’implementazione del digitale nell’industria. Il report venne diffuso con successo in occasione della Fiera di Hannover nel 2013. Con industria 4.0 oggi intendiamo il collegamento su rete digitale di persone, macchine e prodotti per una produzione efficiente e per processi a valore aggiunto, nelle cosiddette Smart Factory. L’industria 4.0 sfrutta quindi macchine altamente connesse e automatizzate, le quali utilizzano risorse e interfacce di rete per monitorare autonomamente il proprio operato e l’ambiente circostante. In questi casi si parla anche di comunicazione Machine-to-Machine (M2M).

Qual è dunque la differenza?

Con IoT e Industria 4.0 si fa riferimento al cambiamento in atto legato alla crescente automazione e al collegamento alla rete di macchine e dispositivi. La differenza è nel focus finale. Mentre il termine di origine americano “Internet delle cose” si focalizza sui singoli prodotti, l’industria 4.0 mette in primo piano l’ecosistema della produzione industriale. In entrambi i settori non è possibile tracciare una linea di separazione tra ambito industriale-economico e sfera domestica/privata.

IoT e Industria 4.0 – cosa ci riserva il futuro?

Quando l’IoT incontra l’industria 4.0 si parla di Industrial Internet of Things (IIoT). L’IIoT rivoluzionerà la produzione industriale permettendo l’acquisizione e l’accessibilità a un numero enorme di data a una velocità e con un’efficienza mai viste prima. Il vantaggio sarà un risparmio economico dato da una manutenzione preventiva, una migliore sicurezza e ulteriori efficienze operazionali.

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Simone Catania

Classe 88, nato e cresciuto ai piedi dell’Etna, il cognome non mente. Non scrivo l’apostrofo invece dell’accento. Addomestico la punteggiatura per professione.

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