Leggendo tramite tablet ed eReader invece che su libri di carta si risparmiano migliaia di alberi. Grazie a Internet app, negozi online e blog sono accessibili a portata di clic. Il mondo di Internet è poi così ecologico? Le soluzioni digitali aiutano l’ambiente o sono un aggravante?

Internet: sesto “paese” per emissioni di CO2

Internet non ha solo cambiato il mondo degli affari, ma ha anche rivoluzionato la vita di tutti i giorni, il modo di comunicare e condividere pensieri ed esperienze. Ascoltiamo musica e guardiamo film in streaming, rispondiamo alle nostre domande tramite i motori di ricerca. La digitalizzazione rende molte azioni più semplici, veloci e trasparenti, ma allo stesso tempo si pone la domanda su possibili aspetti negativi legati all’ambiente. Il consumo energetico generato da Internet è immenso e influenza anche le emissioni di CO2. Se Internet fosse un paese, oggi si posizionerebbe al sesto posto in termini di emissioni di CO2.

Ogni ricerca su Google consuma risorse

Google produce il 40% delle emissioni totali di Internet. Digitiamo su Google la query “quanto è ecologico Internet?”. Riceviamo circa 9.810.000 risultati in 0,43 secondi rilasciando velocemente da cinque a dieci grammi di anidride carbonica nel momento in cui facciamo clic con il mouse.

google consumo co2
È stato calcolato che una ricerca su Google rilascerebbe 0,2 grammi di CO2.

Questo almeno è quello che dice la formula del ricercatore americano dell’Università di Harvard Alex Wissner-gross. Secondo il suo calcolo, due ricerche sui motori di ricerca rilasciano nell’ambiente la stessa quantità di CO2 di un bollitore che prepara l’acqua calda per una teiera. Questa teoria dei sette grammi include diversi fattori, motivo per cui il valore è stato abbassato a 0,2 grammi di CO2 per query in un post ufficiale di Google. Quello che è importante è che Wissner-Gross fa luce sull’enorme consumo energetico generato da Internet a cui non siamo abituati a pensare. Così come il bollitore del tè e qualunque altro dispositivo o elettrodomestico, anche Internet porta al consumo di risorse preziose. L’artista e ricercatrice Joanna Moll ha realizzato CO2GLE, pagina in cui è possibile vedere in tempo reale l’emissione di CO2 prodotte ogni secondo da Google.

co2gle
Il progetto CO2GLE mostra la quantità di emissioni prodotte ogni secondo da Google in tempo reale.

Alternative ecologiche: ricerche più verdi

Un’alternativa è offerta dai motori di ricerca sostenibili, i quali intendono supportano progetti ambientali grazie agli introiti pubblicitari.

Ecosia

Uno dei più famosi è il sito di social business ecosia.org. Ecosia funziona come un normale motore di ricerca, con la particolarità che per ogni ricerca dona parte delle entrate a WeForest, un’organizzazione che si occupa di piantare alberi in Burkina Faso. Ecosia ha una differenza sostanziale da Google: i dati non vengono venduti ai mezzi pubblicitari e non vengono utilizzati tracker di terze parti.

EcoSearch

EcoSearch dona addirittura il 100% dei suoi profitti a organizzazioni senza scopro di lucro come Tree-People o Rainforest Alliance. Si basa interamente su Google.

GoodSearch

GoodSearch dona il 50% delle entrate a un’organizzazione benefica selezionata dall’utente. Il motore di ricerca si basa sui risultati di Yahoo!.

GoodTree

GoodTree dona il 12,5% a un’organizzazione di beneficienza scelta dall’utente e agisce con una politica molto trasparente mostrando all’utente dati e statistiche sugli introiti e sui versamenti alle organizzazioni.

Quanto sono ecologici i motori di ricerca sostenibili?

I motori di ricerca verdi purtroppo non utilizzano motori di ricerca propri. I risultati delle ricerche si basano comunque su risultati di Google, Bing o Yahoo! o altri. Le emissioni dunque non vengono risparmiate ma si tingono di verde per così dire. Ecosia, ad esempio, sta dando in qualche modo il buon esempio. Il social business sta neutralizzando le emissioni di CO2 con l’acquisto di certificati di emissione di myclimate, un’organizzazione per la protezione del clima.

Posta elettronica ecologica?

Non sono solo le ricerche sui motori di ricerca a consumare risorse. Anche le e-mail contribuiscono alle emissioni di CO2. Anche questo strumento dell’era digitale può essere reso un po’ più verde. In termini di bilancio ecologico, fa una grande differenza quale provider viene utilizzato per inviare e ricevere e-mail. Esistono provider ad esempio prive di pubblicità che opera con energia 100% verde e server virtualizzati o opportunatamente dimensionati.

Digitalizzazione con cloud ecologico

Le principali aziende tecnologiche del settore IT consumerebbero secondo dati Greenpeace (2007) il 7% dell’energia elettrica globale. Negli ultimi anni però anche le grandi aziende informatiche stanno lavorando per un’immagine più verde. Secondo Greenpeace Facebook, Apple, Google e Switch hanno intrapreso passi decisivi per realizzare un Internet più verde. Nel 2015, Apple è stata l’unica azienda su 17 negli Stati Uniti a utilizzare al 100% risorse rinnovabili. Anche Facebook ha scelto l’energia rinnovabile e sta costruendo il Papillion Data Center proveniente dall’impianto eolico di Enel Green Power in Nebraska che renderà le attività del social network 100% green entro il 2020.

Facebook ha costruito il suo primo data center europeo nella città svedese di Luleå, vicino al Circolo Polare Artico. Grazie al clima, i server vengono automaticamente raffreddati e i costi energetici diminuiti. Nel 2017 Google ha annunciato di aver raggiunto il 100% di risorse rinnovabili per le operazioni globali. Sono in corso diversi progetti per la sostenibilità ambientale e i dati sono disponibili nel sito sustainability.google.

Internet ecologico – il futuro è più verde

Nel processo di digitalizzazione possiamo tutti contribuire a rendere Internet un tantino più verde. Gli operatori di siti web, ad esempio, oltre a prestare attenzione ai fattori economici, possono prendere in considerazione anche i fattori ambientali nella scelta del proprio fornitore di servizi di hosting. Le grandi aziende stanno facendo grandi passi avanti dando il buon esempio affinché il futuro di Internet sia per tutti più verde.

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Nadine Jäger

Redattrice online con un interesse per il digitale, in particolare IoT e IA. Vedo nell’online marketing un forte potenziale per il futuro e desidero quindi informare i nostri lettori di tutte le notizie più interessanti.

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