Il mondo è pieno di persone poco motivate a lavorare. Parliamo di quei lavoratori che eseguono i compiti solo perché sono obbligati a farlo, senza rappresentare un particolare valore aggiunto all’azienda. Per queste persone il lavoro rappresenta una mera fonte di reddito. Spesso si tratta di persone che non si identificano con il proprio ruolo o non hanno una qualifica particolare e saltano da un lavoro a un altro. Esattamente questo è il profilo più semplice da trovare ma anche veloce da sostituire. Poi invece ci sono dei dipendenti che mostrano passione per il proprio lavoro. Dimostrano impegno nello svolgere la loro professione e sono sempre “un passo avanti”. Sono queste personalità che faranno la differenza per la tua azienda e che quindi devi cercare di tenerti stretto. Se sei il capo dell’azienda o hai il ruolo di team leader il tuo primo obiettivo non è essere una figura autoritaria ma puntare alla valorizzazione dei tuoi dipendenti trasmettendo sicurezza e fiducia nelle loro capacità. Sopratutto ai tempi della trasformazione digitale servono leader motivatori, secondo l’HR di Randstad due su tre sono resistenti ai cambiamenti. Questi sono gli errori che dovresti evitare se vuoi che i tuoi migliori dipendenti non lascino la tua azienda a causa del tuo comportamento sbagliato.

Cosa vuol dire veramente essere leader

Se sei al vertice dell’azienda o ricopri un ruolo manageriale che ti porta a gestire altri dipendenti, anche il tuo modo di essere e il tuo atteggiamento verso gli altri sarà fondamentale per il raggiungimento dei tuoi obiettivi aziendali. Sì, perché avrai in mano il potere di plasmare l’atmosfera positiva o negativa all’interno del team e quindi le prestazioni dei tuoi colleghi. Essere leader non vuole dire esercitare una vuota autorità. Il rispetto deve essere guadagnato dimostrandosi disponibili e gentili verso gli altri, ricordandosi che dopo il lavoro siamo tutti umani con i nostri problemi ed esigenze. Mantenere un clima sereno e democratico all’interno del team è un requisito fondamentale affinché i dipendenti possano svolgere il proprio lavoro in totale serenità. Per un leader ciò vuol dire, possibilmente, accettare e rimediare agli errori dei tuoi dipendenti, rafforzare lo spirito di squadra, rispettare le opinioni degli altri e valorizzare le loro capacità. All’interno di un team ci saranno sempre dei soggetti che necessitano di maggiori attenzioni, altri che invece riescono a portare avanti il proprio lavoro in completa autonomia apportando idee innovative al progetto. Il tuo ruolo è anche identificare questi “talenti” e promuoverli.

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Come riconoscere i tuoi dipendenti migliori?

Le persone che amano quello che fanno hanno una diversa percezione del lavoro e con le giuste condizioni si sentiranno coinvolti nella missione aziendale. I nuovi compiti verranno presi in modo positivo e aumentano la motivazione. Riconosci i tuoi migliori dipendenti dalle seguenti caratteristiche:

  • Hanno potenziale in termini di conoscenze e capacità
  • Mostrano interesse verso il proprio lavoro e l’azienda
  • Desiderano essere coinvolti
  • Pensano in modo indipendente e sono fonte di nuove idee
  • Sottolineano problematiche che impediscono all’azienda di andare avanti
  • Danno un volto e personalità all’azienda

Si impegnano a migliorare le proprie prestazioni e quelle dell’aziendaQuesti dipendenti sono spesso qualificati, hanno interesse nel conoscere sviluppi nel proprio settore o aggiornarsi. Per l’azienda questi dipendenti valgono una fortuna perché sono coloro che aiuteranno attivamente a raggiungere l’obiettivo aziendale.

Perché un dipendente lascia il proprio lavoro?

Per questi dipendenti di solito non è solo una questione di stipendio. I migliori dipendenti guardano oggi a fattori completamente diverse, come ad esempio l’ambiente di lavoro, i colleghi, mansioni interessanti, opportunità di carriera/sviluppo, una certa dose di libertà come home office ed orari flessibili. Questi problemi possono naturalmente essere la causa per cui un dipendente motivato decide di lasciare la tua azienda. Nei limiti del possibile, è il tuo ruolo in quanto leader, non permettere che un dipendente valido si senta demotivato a proseguire il suo percorso professionale nella tua azienda. Sì, perché i dipendenti che hanno una passione non lasciano il proprio lavoro, lasciano i propri superiori. Questo succede quando il capo commette determinati errori nel rapporto con i suoi dipendenti. Abbiamo qui delineato possibili scenari da evitare:

Errore 1: “Era solo quello che dovevi fare”

Nessun si aspetta un premio e una stretta di mano dopo aver finito un compito con successo. Portare a termine un compito fa parte del lavoro quotidiano. È sempre consigliabile dimostrare riconoscenza verso i propri dipendenti. Soprattutto se un traguardo è stato raggiunto un po’ più velocemente del previsto o implementando una nuova idea, facendo risparmiare all’azienda tempo e denaro. Le lodi motivano le persone nel proprio lavoro e incentivano a restare.

Errore 2: “È tutto nelle tue mani”

Se una sola persona è responsabile di tutto il progetto anche per compiti che sono fuori dalla sua portata o conoscenze, la frustrazione è inevitabile. Come superiore, devi riconoscere fino a che punto un obiettivo può essere raggiunto e quali conoscenze sono richieste. Le sfide professionali possono essere ben accette, ma è necessario che quella persona abbia i mezzi giusti per farlo. Se questo non è il caso, cala la motivazione, aumenta la frustrazione, il dipendente è sparito.

Errore 3: “Lavori come e dove dico io”

La vita lavorativa è piena di strane regole, non sempre accettare dal personale. I dipendenti abituati a porsi domandi potrebbero chiedersi: “E qual è il motivo di tale regola?”. Se non riescono a trovarne, i dipendenti più motivati e creativi andranno alla ricerca di maggiore spazio altrove. Vuoi qualche esempio? Eccoli: “Niente home office, perché se non sei nelle quattro mura dell’ufficio non lavori”. Ascoltare la musica mentre si lavora? “Ti distrai!”. Avere un lavoro in cui ci si sente sereni è importante. Se il tuo dipendente si sente “imprigionato” da regole che considera inutili per la prestazione del suo lavoro, molto probabilmente andrà via.

Errore 4: “A te queste informazioni non interessano”

I dipendenti motivati vogliono sapere che strada sta prendendo il progetto, quali sono i risultati e le problematiche da affrontare nel suo lavoro. Quali obiettivi abbiamo raggiunto alla fine dell’anno? I dipendenti migliorati desiderano essere coinvolti, vogliono capire come funzionano le cose in azienda. Non c’è niente di peggio che pensare di fare un lavoro insensato, fine a sé stesso, senza conoscerne i risultati. Questo può funzionare per chi lavora solo per arrivare allo stipendio, ma non per i tuoi dipendenti più determinati.

Errore 5: “Lavorare non significa divertirsi”

“Caio sta sorseggiando un caffè in cucina. Sempronio è davanti alla finestra invece che in scrivania davanti allo schermo. Non stanno lavorando” Sciocchezze! Le pause sono importanti per la creatività quanto le stesse ore di lavoro. La “vecchia” concezione di lavoro come qualcosa di faticoso, non divertente non rientra decisamente nel quadro moderno. I migliori dipendenti amano il proprio lavoro e vogliono mantenerlo. Concentrati sulle prestazioni e gli obiettivi raggiunti. Un calcetto, una lounge room o qualche minuto passato davanti al proprio smartphone lontano dalla scrivania contribuiscono a rinfrescare la mente e mantenere alte le prestazioni di lavoro. Se ci si diverte, si rimane a lungo.

Errore 6: “Non c’è tempo per queste cose, pensa al tuo lavoro”

I migliori dipendenti desiderano avere possibilità e spazio per sviluppare le proprie capacità. Vogliono implementare le proprie idee e talvolta fallire. Vogliono sviluppare e aprire nuove strade. Vogliono portare avanti il progetto. Sono ricettori di creatività che voglio mettere in pratica nella loro vita personale, così come nel lavoro. Ebbene, a questi dipendenti deve essere data l’opportunità di pensare e lavorare “fuori dagli schemi”. I dipendenti che si sentono portati al guinzaglio dai leader prenderanno presto la loro strada, altrove.

Essere un leader significa essere un motivatore

Se sei un capo d’azienda o ricopri una posizione di team leader nella tua azienda hai la responsabilità che il lavoro degli altri sia svolto in modo ottimale e gli obiettivi vengano raggiunti. Qui il tuo ruolo però non è dimostrare autorità ma creare i presupposti affinché le persone che ti stanno intorno lavorino serenamente e con un’alta motivazione. In particolare devi occuparti dei tuoi dipendenti migliori, che non sono necessariamente quelli che rimarranno più tempo in ufficio o incollati davanti allo schermo, piuttosto coloro su cui puoi contare per portare avanti il tuo progetto grazie alle loro capacità e alle loro idee.

Saldo ai vecchi schermi di business? Scopri perché l’innovazione vince.

Simone Catania

Classe 88, nato e cresciuto ai piedi dell’Etna, il cognome non mente. Non scrivo l’apostrofo invece dell’accento. Addomestico la punteggiatura per professione.

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