Squat&Basilico, la startup di food delivery a prova di fitness

Un‘idea nata da appassionati di sport e fitness, quella di Squat&Basilico, startup di food delivery che rifiuta la cucina tradizionale. Chef, nutrizionisti e personal trainer strutturano i pasti da consegnare in tutta Bologna. I menù sono preparati con cibi sani e bilanciati, in grado di aiutare il consumatore a raggiungere i propri obiettivi. Abbiamo avuto una piacevole chiacchierata con Claudio Venezia, CEO e founder di Squat&Basilico.

K: Ciao amici di news.srl oggi al nostro business talk parleremo con Claudio Venezia, CEO e fondatore di Squat&Basilico, startup tutta italiana specializzata nella distribuzione e produzione di cibi funzionali. Buongiorno Claudio.

C: Buongiorno a tutti.

Spiegaci brevemente come nasce Squat&Basilico?

Squat e basilico

L’idea nasce dai 2 fondatori me e Nicola Tasselli che è il Co-founder. Da appassionati di sport e fitness ci siamo stessi ritrovati alla ricerca di informazioni utili per una corretta alimentazione. Nella nostra vita da impiegati ci siamo trovati a rifiutare tutto quello che era cucina tradizionale e abbiamo appurato la mancanza di alternative valide. Una volta appurata questa mancanza abbiamo deciso di partire con un’analisi di mercato a Bologna per confermare che l’esigenza che avevamo noi fosse estesa e che ci fosse una nicchia di mercato da poter servire. Questo è un consiglio che mi sento di dare ai nuovi startupper o a coloro che si affacciano a questo bellissimo mondo. Cerchiamo di evitare atteggiamenti miopi perché focalizzandoci troppo sul prodotto e tralasciando le esigenze del consumatore spesso si commettono degli errori. Nel nostro caso l’analisi di mercato che abbiamo svolto ci ha confermato l’esigenza del bisogno e il fatto che i social media e nuovi strumenti potevano trainare quello che il trend e l’interesse sull’alimentazione.

Che tipo di prodotti consegnati?

I nostri prodotti sono pasti strutturati da nutrizionisti e personal trainer. Collegandosi al nostro sito web è possibile selezionare il proprio obiettivo. Al momento non abbiamo 5 sulla piattaforma che sono: Ipocalorico, Detox, Fitness, Healthy e Stop&Go. Selezionando il proprio obiettivo si trovano i pasti strutturati da professionisti del settore. Nella pagina del prodotto è possibile vedere i valori nutrizionali, l’apporto calorico e la funzionalità che i singoli ingredienti apportano nella dieta del consumatore. La particolarità dei nostri prodotti e che noi utilizziamo l’atmosfera protettiva. È una tecnologia che permette mettere una pellicola al di sopra dei piatti per poterli conservare da 8 a 10 giorni in frigorifero. È ideale per chi vuole strutturare il proprio piano settimanale alimentare o portare con sé in ufficio o in palestra il pasto funzionale all’allenamento.

Quanto tempo impiegate normalmente per la consegna?

Proprio grazie a questa tecnologia, noi non produciamo prima di ricevere l’ordine. Quindi riusciamo a essere velocissimi nella consegna in media consegniamo in 30 minuti. Da un punto di vista delle consegne cerchiamo di essere nel nostro piccolo il più green possibile consegnando nell’area del centro di Bologna a piedi o in bicicletta. Invece nelle aree esterne con lo scooter.

Torniamo un po’ indietro. Quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato alla nascita della startup?

Premettendo che le difficoltà sono all’ordine del giorno mi sento di citarne due che sono connesse tra di loro. La prima è la difficoltà del lancio iniziale trovarsi con un budget completamente diverso da quello che possono essere gli altri player. Quindi nel nostro caso nel mercato del food delivery trovarsi a competere con Justspeed e Deliveroo per avere un budget completamente diverso. Gli sforzi vanno fatti su un’ottima pianificazione proprio perché gli strumenti sono inferiori e quindi va calibrato ogni singola azione. Connesso a questo c’è il tema della difficoltà nell’accesso al credito e negli investimenti nel panorama italiano. Ho avuto la fortuna di frequentare un programma di accelerazione in Silicon Valley e ho capito come hanno dato il meccanismo di accesso al credito in quella realtà piuttosto che nella realtà italiana. La base, le fondamenta si costruiscono con un network di contatti, cosa che in Italia stiamo cercando di fare ma ci vorrà del tempo a mio avviso. Quindi queste due sono le difficoltà principali che abbiamo riscontrato.

In che modo pensi che Squat&Basilico si differenzi dalle altre startup di food delivery già presenti?

Noi ci differenziamo innanzitutto per la tipologia di prodotto che offriamo che è un prodotto strutturato da professionisti del settore. L’idea iniziale nostra era quella di dare certezza al cliente che ci fossero nutrizionisti e personal trainer nello studio dei pasti proprio per creare valore al consumatore finale. Inoltre la nostra mission è quella di seguire il più possibile il cliente con programmi alimentari settimanali e mensili. Quindi cerchiamo di essere il più vicino possibile al consumatore finale e massimizzare la nostra presenza accanto a loro.

Come fate ad acquisire questi nuovi consumatori, questi nuovi clienti?

Della fase iniziale di test ci siamo focalizzati soprattutto sui social media. Abbiamo utilizzato Facebook Advertising per mantenere bassa la customer cost of acquisition e aumentare le interazioni, le tipologie di contenuti che prevedevamo. Quindi abbiamo cercato di mantenere basso il budget per capire un po’ che strada prendere e quali potessero essere i comportamenti dei consumatori. Questo lato Facebook Advertising. Poi sempre lato social media abbiamo consegnato dei box omaggio a degli influencer locali e su Instagram hanno promosso il nostro prodotto e devo dire che il riscontro è stato elevato. A questo abbiamo associato degli eventi in palestre e centri fitness volti a sensibilizzare al tema dell’alimentazione e dell’importanza dei singoli ingredienti nel raggiungimento dell’obiettivo.

Spesso vi capita di analizzare o raccogliere dati utenti, quindi Big data? E se lo fate in che modo li utilizzate?

Credo che utilizzare i Big data sia fondamentale. Anche nella fase di lancio per capire quali possano essere i risvolti dei consumatori e quale direzione prendere. In particolar modo non utilizziamo la piattaforma Shopify per programmi di CRM personalizzati e del marketing ad hoc. Inoltre utilizziamo Google Analitycs per lo studio di quello che sono i dati web, comportamento del consumatore sulla piattaforma, le performance e da dove viene il consumatore. Quindi come acquistiamo le diverse tipologie di consumatori. Inoltre Facebook sta dando sempre più spazio a nuove metriche che credo siano sempre più interessanti e miglioreranno nel corso del tempo.

Dove attualmente siede a Bologna. Avete pensato di espandervi anche in altre città italiane?

Sì, nel 2018 abbiamo in piano di aprire altre quattro aperture che sono Roma, Torino, Firenze e Milano. Però vogliamo prima consolidare la nostra presenza sul mercato bolognese. Bologna è stata una delle città che meglio ha saputo interpretare il fenomeno del food delivery. Basta pensare a Pizzabo. Siamo convinti del fatto che consolidare la nostra presenza qui possa avere risvolti indiretti al livello di passaparola prima di fare il grande salto a Milano e con le nuove aperture.

Per restare in tema. Bollono altri progetti in pentola?

Sì, i principali sono due. Uno è un abbonamento a un programma quindi la possibilità di sottoscrivere un abbonamento e ricevere il proprio box studiato per il proprio obiettivo settimanalmente. Ai pasti verrà associata l’integrazione, quelle che possono essere pancake proteici, tè detox o altri prodotti affini al proprio obiettivo. Questo è un progetto su cui stiamo lavorando e che lanceremo settembre. Il secondo è quello di incrementare gli eventi a livello nazionale attraverso dei partner di logistica che abbiamo trovato sul territorio nazionale e quindi effettuare eventi, sponsorizzazioni in tutta Italia con le diverse figure che operano nel mercato.

K: Perfetto ok, Claudio è stato molto interessante parlare con te. Grazie per il tuo tempo.

C: Grazie a voi per questo spazio e per questa condivisione.

K: Ovviamente se l’intervista vi è piaciuta e viene è interessata, commentate e non dimenticate di seguirci sui social. Ci vediamo al prossimo business talk. Ciao a tut

Katia Smaldone

Autrice e cacciatrice di startup presso news.srl. Sono follemente innamorata dell’Italia e degli italiani (non tutti). Non toccatemi The Big Bang Theory e attenzione a parlare di pizza in mia presenza.

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