Innovazione è spesso sinonimo di rivoluzione: un grande cambiamento è infatti quello che sta avvenendo all’interno del mercato del lavoro grazie alla trasformazione digitale. Il valore generato dalle soft skill è sempre meno rilevante e le figure tecniche a bassa specializzazione spesso vengono fatte da parte per lasciare spazio ad app o a sistemi meccanizzati.

Se è vero però che molti ruoli sono per così dire “sostituibili” dalle nuove tecnologie, dall’altra parte l’innovazione tecnologica ha portato con sé la nascita di nuove figure professionali o ha dato ad altre già esistenti l’occasione di evolversi. È questo il caso dei settori legati alle competenze relazionali, alla comunicazione.

I comunicatori, infatti, hanno visto negli ultimi dieci anni un totale cambiamento in particolare del loro terreno di gioco: se prima, infatti, il principale canale di comunicazione era la stampa (giornali e riviste sia online che offline), da qualche anno a questa parte la nascita dei social media ha spostato l’attenzione verso nuove forme e nuove modalità di dialogo.

Spesso i così detti “influencer” non sono più giornalisti inseriti in un tessuto editoriale fisso e alle dipendenze di editori, bensì liberi professionisti che hanno fatto della loro pagina Facebook o Instagram il loro lavoro, postano contenuti, creando informazione e generando dibattito nei settori più disparati, dalla moda alla tecnologia, dal cibo allo sport. Cambiano quindi le modalità di rapportarsi al pubblico, ma soprattutto le modalità con cui il pubblico percepisce i messaggi e si relaziona con chi di questi messaggi è portavoce.

È proprio in questo settore, quello dei social media, che hanno grande spazio nuove figure legate alla comunicazione, come ad esempio quella del social media manager: una sorta di “organizzatore” di tutto ciò che riguarda la comunicazione e l’attività social di un’azienda o di un prodotto. Non si tratta solo di creatività: il social media manager deve essere anche attento a monitorare i cambiamenti delle piattaforme online, gestendo con maestria tutti gli strumenti necessari all’interpretazione delle performance sui social tra dati, grafici, tabelle e diagrammi.

Ruoli nuovi e nuovi assetti che, al di là degli esempi portati, non possono prescindere da due elementi: la digitalizzazione, ovviamente, e la disponibilità di grandi quantità di dati lasciata dagli utenti della rete ad ogni connessione.

Saper gestire questi due fattori è fondamentale per riuscire a inserirsi in quegli spazi professionali nati grazie alla trasformazione digitale.

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