BRETmaps: prevenzione del rischio idrogeologico a portata di click

88,3% dei comuni italiani sono a rischio idrogeologico. Un dato allarmante che può essere contrastato solo dalla prevenzione e da una buona gestione del rischio. Per rispondere a questa problema, la startup BRETmaps sta realizzando una piattaforma in cui il cittadino con un semplice click può inviare segnalazioni direttamente al Comune  e ricevere allerte e notizie chiare e precise dalle autorità competenti in caso di bisogno. Conosciamo BRETmaps con la CEO Gaia Guadagnoli.

Com’è nata l’idea di BRETmaps?

L’idea di BRETmaps è nata all’interno delle mura universitarie durante il mio percorso di studi, sulla spinta di una necessità reale di dare una risposta a un problema che mi riguardava da vicino. La comunicazione in emergenza infatti è una tematica che necessita di essere affrontata nel nostro paese ad alto rischio idrogeologico. Le tecnologie odierne possono avere un ruolo fondamentale e fare la differenza, anche tra la vita e la morte.

Qual è il percorso della vostra startup e quali riconoscimenti avete ottenuto?

Una volta compreso il potenziale dell’idea, ho intrapreso il percorso Dr. Start-Upper di ALTIS (Università Cattolica di Milano), dove mi è stato insegnato come costruire il progetto imprenditoriale sotto tutti gli aspetti e come fosse possibile affiancare impatto sociale e sostenibilità economica. In quel periodo il progetto ha vinto due importanti riconoscimenti, il premio Youth in Action for SDGs di Fondazione Italiana Accenture e il premio University Startup Competition di JA Italia. Successivamente il progetto è risultato finalista alla StartCup Lombardia, vincendo il premio “Tavolo Giovani” di Camera di Commercio di Milano, contestualmente alla vincita del bando SIAVS di Regione Lombardia. BRETmaps è inoltre inserita nella Top100 delle migliori startup italiane di StartupItalia.

Qual è il problema che cercare di risolvere?

Più dell’88% dei Comuni italiani è inquadrato in una classe di rischio idrogeologico, e più del 44% è a rischio sismico. I problemi che abbiamo individuato e a cui intendiamo fornire una possibile risposta sono relativi innanzitutto al gap comunicativo tra cittadini e istituzioni. Quest’ultime infatti non riescono a comunicare tempestivamente con la propria popolazione che a sua volta non sa dove reperire informazioni vitali in situazioni di emergenza. Ciò fa sì che ci si affidi a mezzi incerti come i social network, che per propria natura sottostanno a logiche di business e si prestano alla circolazione di notizie false o incomplete. Vogliamo ovviare a questa problematica tramite un servizio pratico, intuitivo e versatile, che permetterà ai cittadini di essere parte attiva nella salvaguardia del proprio territorio inviando segnalazioni di potenziale pericolo (come un argine danneggiato ad esempio), aiutando gli enti preposti nel monitoraggio del territorio e fungendo da “sentinelle”, che collaboreranno direttamente e arricchiranno il sistema di protezione civile con informazioni preziosissime. Inoltre, in caso di emergenza, la piattaforma supporterà mappe satellitari aggiornate nel più breve tempo possibile, non solo ai soccorritori e agli enti preposti (che quindi avranno un quadro il più possibile veritiero dello stato del territorio), ma a tutti i cittadini, in maniera da mettere tutti nella condizione di salvaguardare al meglio la propria famiglia. BRETmaps intende efficientare la risposta d’emergenza con lo sviluppo di una piattaforma che fungerà da vero e proprio gestionale delle emergenze, e che sarà in grado di gestire le squadre di soccorso nel migliore dei modi, consentendo di razionalizzare gli sforzi in termine di risorse umane e materiali.

Cosa può fare un utente su BRETmaps contro il rischio idrogeologico?

L’utente può fare la sua parte segnalando eventuali criticità, può consultare le linee guida comportamentali relative al caso di specie e controllare le ultime notizie da parte delle autorità locali. In pratica, avrà un occhio sullo stato dell’arte della situazione corrente nella sua zona. Sarà poi previsto un accesso dedicato per i componenti delle squadre di soccorso, in maniera che questi possano tra loro coordinarsi, rendendo gli interventi più efficienti.

Quali sono i vantaggi per le istituzioni?

Ogni territorio è diverso ed esposto al rischio idrogeologico in modo differente e peculiare. Spesso le amministrazioni stesse non conoscono a fondo i problemi della propria zona, poiché non possono realisticamente essere presenti tutti i giorni, a tutte le ore, in tutte le strade della propria zona di competenza. I cittadini invece saranno molto meglio informati rispetto all’amministrazione locale sullo stato, ad esempio, dell’argine confinante con la propria casa, o dello stato della strada che percorrono ogni giorno per andare e tornare dal posto di lavoro. Se il cittadino potesse segnalare prontamente e in maniera efficiente le istituzioni, queste potranno agire di conseguenza e valutare l’effettivo livello di problematicità e prendere gli adeguati provvedimenti. Il diffondersi di una cultura della prevenzione andrà a giovare alle casse delle istituzioni che, facendo prevenzione in maniera seria, spenderanno 5 volte meno in sede di ricostruzione post evento.  L’utilizzo di BRETmaps permetterà di efficientare l’intera macchina dei soccorsi, riducendo il carico di lavoro per gli operatori e dunque il numero di operatori necessari, eviterà interventi inutili ed eliminerà la necessità di sopralluoghi propedeutici all’intervento vero e proprio, poiché tutte le informazioni necessarie saranno veicolate tramite la segnalazione del cittadino e le mappature satellitari (posizione esatta, immagini della criticità, ecc.). Unitamente alla riduzione di questi costi diretti, la maggiore efficienza della macchina dei soccorsi permetterà di ridurre i danni e dunque i costi necessari al ripristino delle condizioni pre-evento.

Quali progetti state portando avanti?

Oltre all’avvio del progetto stesso, ci stiamo organizzando per alcuni progetti nelle zone colpite dal sisma, poiché la tecnologia offre moltissime possibilità di interazione con i cittadini a diversi livelli, a cui riteniamo necessario dare voce attraverso tutti i mezzi in nostro possesso. La collaborazione con le popolazioni locali infatti, darà modo di avviare processi di innovazione sociale che aumenteranno la resilienza dell’intera comunità.

 

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Simone Catania

Classe 88, nato e cresciuto ai piedi dell’Etna, il cognome non mente. Non scrivo l’apostrofo invece dell’accento. Addomestico la punteggiatura per professione.

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