I nuovi gTLD come fattore SEO

Non è ancora del tutto chiaro se e in che misura i nuovi gTLD (domini di primo livello generici) possano influenzare il ranking dei motori di ricerca. La domanda quindi rimane: che impatto hanno i nuovi gTLD sul posizionamento nei motori di ricerca? Non sembrano ancora esserci dati alla mano che possano rispondere in modo univoco a questa domanda. I motori di ricerca sono molto prudenti nel replicare e rimangono neutrali. In alcuni casi, tuttavia, gli esperti SEO sembrano poter rilevare degli effetti positivi nell’utilizzo delle nuove estensioni di dominio ai fini del ranking.

Gli esperti SEO del Search Engine Journal (SEJ) hanno pubblicato i risultati di un test confrontando gli annunci pubblicitari per i siti 3caratDiamonds.com e 3Carat.diamonds. Il primo dato che si evince è relativo ai costi, i quali sono significativamente inferiori per il nuovo gTLD. Il tasso di conversione invece è superiore per .COM. Il test è stato ripetuto a distanza di otto mesi. Come in precedenza, i costi per il nuovo gTLD erano inferiori, ma il tasso di conversione era decisamente migliorato. Per le campagne con Google AdWords, gli autori suggeriscono quindi di concentrarsi su domini-parole chiave rilevanti.

Potenzialità a livello locale
Più complessa è la situazione nei ranking organici. Nel 2015 gli esperti SEO di Domain pulse hanno presentato uno studio sull’effetto del dominio .berlin nelle ricerche locali, notando un vantaggio nei ranking di 1,18 posizioni a favore dei domini con il TLD geolocalizzato. Gli analisti avvertono comunque che il campione di dati utilizzati non sia abbastanza ampio e che sono necessari ulteriori studi per comprovare il risultato sono necessari. Secondo gli esperti un passaggio a un nuovo gTLD è utile, nel caso in cui la pagina associata operi a livello locale e le prestazioni del proprio dominio non siano delle migliori.

Nel luglio 2015 Google ha chiarito ogni dubbio affermando nel suo blog Webmaster Central Blog di trattare le nuove estensioni di dominio allo stesso modo. Che Google non sia del tutto indifferente ai nuovi gTLD, è dimostrato dal suo impegno al programma dell’ICANN, l’ente che gestisce a livello internazionale diversi incarichi relativi a Internet. Google, infatti, è stato uno dei candidati più attivi sul campo con oltre 100 contributi. L’azienda di Mountain View ha mandato in subbuglio l’industria dei domini all’annuncio del suo nuovo Holding Alphabet: l’indirizzo scelto per la nuova società è www.abc.xyz, un dominio con un nuovo gTLD!

Anche gli autori del Search Engine Journal riportano di aver avuto buone esperienze con i nuovi gTLD in fattore SEO. Secondo quanto riportato nell’articolo, dopo una migrazione da .COM a un indirizzo con un nuovo gTLD non si verificano perdite nel volume del traffico, a differenza di migrazioni tra domini .COM. Com’è possibile spiegare ciò? Innanzitutto, il nuovo dominio con il gTLD non registra note negative, impedendo così un eventuale peggioramento nel ranking. Poi c’è una generale tendenza secondo la quale un cambio di dominio mostra molto spesso miglioramento. Inoltre, un indirizzo Internet breve e più facile da ricordare è un vantaggio per gli utenti: generando più clic si ottiene una migliore posizione nei risultati dei motori di ricerca. Ad esempio il dominio .SRL può essere utilizzato per identificare velocemente il sito di un’azienda.

Google ha recentemente ribadito che i nuovi gTLD non portino nessun vantaggio specifico rispetto ai TLD, ma anche nessun aspetto negativo. Secondo diversi studi condotti da esperti SEO, il passaggio a una nuova estensione di dominio può però essere utile se il nuovo dominio risulta più semplice e facile da ricordare: sarà una più alta percentuale di clic (CTR) ad avere un effetto positivo sul ranking.

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Simone Catania

Classe 88, nato e cresciuto ai piedi dell’Etna, il cognome non mente. Non scrivo l’apostrofo invece dell’accento. Addomestico la punteggiatura per professione.

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