A partire dal 2017 è prevista con dl fiscale 193/196 l’introduzione di una serie importante di novità per i piccoli e medi imprenditori e i liberi professionisti.

La legge introduce il nuovo regime di cassa per le imprese in contabilità semplificata, la flat tax Iri al 24%, la riduzione delle aliquote per i contributi INPS per la gestione separata al 25% e nuovi obblighi IVA con la creazione dello spesometro trimestrale. Secondo quanto previsto dal decreto, chi dovrà aprire una partita IVA nel 2017 avrà due possibilità: il regime forfettario, dove il fatturato sia inferiore a certi volumi oppure il regime ordinario con tassazione Irpef, IVA, Irap (obbligatorio in alcuni casi previsti dalla normativa fiscale).

Inoltre, è in arrivo una nuova tassa per i liberi professionisti, il cui importo si aggirerà intorno ai 480 euro annui. Se il Decreto è stato scritto nel 2016 con l’obiettivo di sanare un debito da 2 miliardi, sembra che per i contribuenti interessati – i liberi professionisti – diventerà un vero incubo. Per essere precisi non si può parlare di una vera e propria tassa, quanto più di una serie di obblighi destinati ad aumentare il costo fiscale. Da qui l’appellativo “tassa occulta”, destinata poi a sfiorare il raddoppio nel 2018 a causa degli 8 adempimenti previsti.

La categoria dei commercialisti più interessata alla novità fiscale, ha annunciato per il periodo dal 28 febbraio – 7 marzo uno sciopero generale, dichiarandosi però speranzosa di giungere a una mediazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Lo sciopero potrebbe causare notevoli disagi considerato che proprio il 28 febbraio scadrà il termine per la presentazione delle dichiarazioni per i titoli di PI.

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