10 fatti che non conosci (ancora) sulla storia di Google

Chi non conosce Google, il motore di ricerca più famoso al mondo? Da ormai 15 anni, la home di Google rappresenta il nostro punto di partenza su Internet. In questi anni l’azienda americana ha ampliato la propria offerta aggiungendo numerosi servizi digitali come YouTube, Maps e HangOut, oltre a produrre dispositivi hardware Google Pixel, Google Glass o Google Home. La storia di Google sarebbe stata completamente diversa se avessero accettato le proposte di Yahoo! diversi anni fa. Ecco 10 fatti che forse non conosci ancora sulla storia del motore di ricerca numero uno al mondo.

#1 Yahoo! rifiutò il brevetto di Google

Nel marzo 1998 Larry page e Sergei Brin, i fondatori di Google, erano ancora ricercatori a Standford quando provarono a vendere il loro brevetto di PageRank per motori di ricerca. Page e Brin trattarono con Yahoo!, a quei tempi leader delle ricerche online, con l’intendo di vendere il loro brevetto e farci qualche soldo per continuare gli studi. Yahoo! rifiutò la proposta degli allora studenti senza margine di trattativa. Il brevetto negli anni successivi portò Google al successo.

#2 Yahoo! rifiutò il brevetto di Google una seconda volta

Già dai primi anni Google cominciò a crescere vertiginosamente registrando numeri da capogiro. Quattro anni dopo il primo incontro, i manager di Yahoo! incontrarono nuovamente Page e Brin proponendogli questa volta 3 miliardi di dollari per l’acquisto del brevetto. I due fondatori di Google ne proponevano invece 5. Le due parti non riuscirono a mettersi d’accordo facendo così saltare la trattativa.

#3 L’algoritmo PageRank appartiene all’Università di Standford

Il primo brevetto intitolato Method for Node Ranking in a Linked Database depositato a gennaio 1997 è di proprietà della Standford University. Nel 1998, due mesi dopo la fondazione di Google, l’Università ha concesso in licenza questa tecnologia con un’esclusiva fino al 2011.

#5 Google avrebbe potuto chiamarsi BackRub

Quando Larry page e Sergej Brin iniziarono a lavorare al motore di ricerca nel 1996, il progetto era stato chiamato BackRub. Il loro progetto universitario BackRup era già stato implementato un anno prima per gestire tramite backlink i server della Stanford. Il nome di dominio Google sarà registrato il 15 settembre 1997.

#6 Il nome Google è un’iperbole matematica con un errore ortografico

Scegliendo Google i fondatori desideravano dare l’idea di qualcosa che fosse in grado di organizzare l’ampia mole di dati disponibili sul web. Utilizzarono il termine googol, ideato e divulgato dal matematico Edward Kasner nel 1938. In matematica un googol è un numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri, cioè pari a 10100. Il nome Google in verità è un errore ortografico commesso da Brin ai tempi della prima registrazione del dominio.

#7 La società che gestisce Google è Alphabet

Nel 2015 è stata fondata Alphabet Inc., la società holding che gestisce all’interno come sussidiaria anche Google. L’intento è quello di distinguere meglio le diverse attività del gruppo: da una parte il core business dei prodotti Google legati al web, dall’altro le nuovi divisioni legate a ricerca, sviluppo e investimenti come il progetto Calico per la salute o Fiber per sviluppare una connessione ultra veloce.

#8 Google si chiamava Google!

Il nome del motore di ricerca di Mountain View aveva anch’esso un punto esclamativo nel suo nome, così come Yahoo!, all’epoca leader per ricerche online. Il punto esclamativo alla fine del nome durò solo 9 mesi.

#9 Il primo doodle fu per il Burning Man

Il primo doodle risale al 30 agosto 1998. Appena una settimana dopo aver annunciato e lanciato la società, i due fondatori di Google partirono per il deserto del Nevada per partecipare al famoso Festival del Burning Man, dedicandogli il loro primo doodle.

#10 Il primo tweet di Google: “Mi sento fortunato”

Il 25 febbraio 2009 Google inviò il suo primo tweet: I’m 01100110 01100101 01100101 01101100 01101001 01101110 01100111 00100000 01101100 01110101 01100011 01101011 01111001 00001010”. Riuscite a capirne il senso?

Se si converte ogni set di 8bit in decimali e si confrontano con i caratteri ASCII si ottiene il messaggio “I’m feeling lucky\n”, ovvero “Mi sento fortunato” la seconda opzione del motore di ricerca.

 

Leggi anche
Algoritmo SEO di Google: stop ai pop-up invasivi
Velocità di caricamento: nuovo fattore per i risultati di ricerca su mobile
Perché la mia campagna AdWords non funziona?

Simone Catania

Classe 88, nato e cresciuto ai piedi dell’Etna, il cognome non mente. Non scrivo l’apostrofo invece dell’accento. Addomestico la punteggiatura per professione.

www.register.srl

www.register.srl

X